Un giorno di primavera a Roccatederighi (Toscana). È una scoperta eccitante, un luogo da togliere il fiato, con delle vigne e un terroir dal potenziale incredibile. È fatta, Ampeleia nascerà qui, ma come sappiamo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, nel loro caso si tratta di ettari di terra da dissodare, di vitigni da impiantare, di vendemmie da fare. Si parte subito perché la terra non può aspettare.

Marco viene conquistato dal sogno di Ampeleia e parte per l’Alta Maremma convinto di restare solo qualche settimana, il tempo della vendemmia; a Roccatederighi invece metterà radici. Con l’incoscienza e il coraggio dei suoi vent’anni, si prende sulle spalle l’intera gestione delle vigne e della cantina. Inizia con qualche vasca di cemento e i sei ettari ereditati dalla vecchia proprietà, piantati con diverse varietà a bacca rossa. Il suo istinto lo porta da subito a puntare sul Cabernet Franc, e inizia a piantarlo come un forsennato, ma senza esagerare, perché l’eccellenza è il loro obiettivo.

35 ettari di vigne divisi in quattro nuclei principali volutamente distanti tra di loro e collocati su altezze e microclimi diversi. Si passa dai 250m slm a 550m, da clima notoriamente mediterraneo e marittimo a quello più continentale e fresco dell’Alta Maremma. Tutte le  vigne sono all’interno del Geoparco UNESCO delle Colline Metallifere, uno dei 9 Geoparchi italiani riconosciuti per il loro eccezionale interesse geologico.

LA ROCCA

È il regno del Cabernet Franc, il signore di Ampeleia. È un luogo di contrasti, di impatto e di grande energia che ha trovato in questo vitigno un traduttore straordinario della sua unicità. Posta a 500 metri d’altezza è il nucleo più grande, 12 ettari divisi in 7 parcelle di Cabernet Franc, 4 coplantate del Bianco e una di Merlot, in cui maturano le uve che danno vita ad Ampeleia, al monovarietale Cabernet Franc, ad Empatia e a una parte del nostro Bianco.

SASSOFORTE

A 300 metri d’altezza, imboscata nella macchia, si trova una scacchiera di vigne che prendono il nome dalla montagna più alta della zona circostante. Il “Sassoforte”, sulla cui cima si possono ancora scorgere i ruderi di un antico castello utilizzato come punto di vedetta dai senesi. La forza di questo habitat si trasferisce nella composizione del terreno, ricco di riolite e argille grigie, dilavate dalle acque che scorrono a valle. Esposta a sud-sud/est, è la vigna più esemplificativa per comprendere la nostra anima mediterranea. Si estende per 5 ettari di vigneti frammentati in 7 particelle, divise tra Carignano, Mourvèdre, Alicante Nero e vitigni a bacca bianca. È protetta dalla macchia mediterranea di mirto, corbezzolo e sughere, i cui aromi si trasferiscono nei vini prodotti con le sue uve: Kepos, Carignano e Bianco di Ampeleia.

PIEVE

Il suo nome deriva dal borghetto e dalla chiesa che si trovano sopra la vigna. Nelle vigne de “La Pieve” lAlicante Nero ha ritrovato il suo luogo ideale. Una varietà autoctona della Maremma espiantata per fare spazio ad altri vitigni, ma che noi abbiamo caparbiamente riportato nella sua terra nel 2003. Posta a 300 metri si compone di 10 ettari in corpo unico, confinanti con oliveti e bosco. È un’area aperta, dove lo sguardo può correre fino al monte Amiata. Sono i terreni più fertili e ventilati, ricchi di scambi di correnti, composti di argille impastate con ciottolipuddinghe e una parte di sabbia.

CANNUCCETO

È la vigna più vicina alla Maremma tradizionale, a 200 metri di altezza, quella dei seminativi e dei campi di grano e girasole. È dove si avverte di più l’influenza del mare, che ha lasciato in eredità al terreno argilloso depositi di limo e fossili marini. Si estende per 7 ettari, posizionata in una zona collinare più chiusa, ventilata e con varie esposizioni. Qui abbiamo piantato Sangiovese, Alicante Nero, Alicante Bouschet, Mourvèdre. È la terra di Unlitro.

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