STORIA

Le varie interpretazioni etimologiche del termine Vermentino sono alquanto nebulose e soprattutto non spiegano in maniera convincente perché il vitigno sia chiamato in questo modo. Probabilmente l’unica interpretazione degna di nota è quella espressa da Giusi Mainardi (1995) che sostiene che “il nome potrebbe collegarsi a “vermene” che significa ramoscello giovane, sottile e flessibile. Ancora oggi non è chiaro in quale direzione il Vermentino abbia viaggiato nei secoli, se dalla Spagna all’Italia o viceversa; sicuramente degna di nota è l’ipotesi della Marinardi che ritiene che le sue vere origini siano da ricercare nel medio oriente, da dove gli arabi lo avrebbero diffuso in tutto l’alto Mediterraneo occidentale.

DIFFUSIONE

Attualmente il Vermentino risulta coltivato in tutte le province della Sardegna, dove è tutelato dalla DOCG Vermentino di Gallura e dalla DOC Vermentino di Sardegna; in tutte le province della Toscana, contemplato come tipologia in purezza dalle DOC Colline Lucchesi, Montescudaio, Val di Cornia, Bolgheri, Capalbio, Montecucco e Monteregio di Massa Marittima; nelle quattro province Liguri, compreso dalle. DOC Rivera Ligure di Ponente, Golfo del Tiglio, Val Polcevera, Cinque Terre e Colli di Luni. È presente inoltre in tutta la Puglia, nonché nelle province di Perugia, Ascoli Piceno, Teramo, Viterbo e Agrigento. Complessivamente occupa una superficie di circa 4000 ha.

IL VINO

Negli anni sessanta e settanta il Vermentino era in gran parte utilizzato come vuota tavola e non per la vinificazione. Le versioni tradizionali danno solitamente un vino dal bouquet ampio ed elegante, Dove si intrecciano leggere note di frutta fresca, di agrumi e di fiori bianchi o di campo. Al gusto risulta pieno ed equilibrato, sostenuto in genere da buona acidità e da una fine sapidità. Si apprezza da giovane ma è capace di evolvere positivamente nel medio periodo.

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