STORIA

Il suo nome deriva dal paese Chardonnay, situato nella regione del Mâconnais, in Borgogna. Le origini storiche dello Chardonnay sono incerte: secondo il parere di alcuni studiosi la sua provenienza sarebbe il Medio Oriente, mentre altri affermano che sia il risultato di un’ibridazione naturale tra una varietà di vite addomesticata ed un vitigno proveniente dall’Illiria.  Si considera però un autoctono della Borgogna e più precisamente della zona circostante il comune di Pontigny; impiantato originariamente dai monaci dell’abbazia cistercense.

Erroneamente si associava con il Pinot Bianco, ma le recenti ricerche riguardanti la sua genetica dimostrano che è un incrocio tra Pinot nero e Gouais blanc, un vitigno di origine slava di notevole vigoria, generalmente impiegato per tagliare numerosi vini.  Un’altra teoria pone l’origine dello Chardonnay sulle colline circostanti Gerusalemme, le quali presentano un terreno particolarmente ricco di argilla, un suolo ideale per tale varietà; inoltre, la parola Chardonnay sembra avere origini ebraiche: i primi Crociati riportavano in patria vini il cui nome originale era Porte de Dieu, ossia la traduzione del nome ebraico Shahar Adonay (la porta di Dio).

DIFFUSIONE

In Italia, il vitigno Chardonnay è diffuso in modo ubiquitario: Trentino-Alto Adige, Piemonte (Langhe), Lombardia (Franciacorta), Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo e Sicilia, dove ha trovato un degno avversario nel Catarratto. In Francia, dove è diffuso ovunque, viene utilizzato in purezza per produrre il Borgogna; in Borgogna si utilizza esclusivamente in purezza, sia nello Chablis, dove nascono vini più fresche ed acidi, sia nella Coté d’Or, i cui vini esprimono al meglio il vitigno nelle sue declinazioni più strutturate. Affianca il Pinot Nero e Pinot Meunier per la produzione dello Champagne. E’ possibile trovarlo anche in Australia, in California, in Cile e Sudafrica.

VINO

Lo Chardonnay è un vitigno a bacca bianca, internazionale, coltivato in tutte le aree del mondo grazie alla sua adattabilità. Fondamentale per la realizzazione di vini spumanti ottenuti con metodo classico (Champagne, Trento Doc e Franciacorta), ma anche negli spumanti prodotti nel Nuovo Mondo (California, Australia e Nuova Zelanda). Dalle uve di Chardonnay si possono ricavare vini fermi, frizzanti, spumanti, con gradazione alcolica elevata e spalla acida piuttosto importante. Il colore risulta giallo paglierino non molto intenso, mentre il caratteristico profumo varia a seconda dell’affinamento: vini più giovani saranno caratterizzati da frutta a polpa bianca come mela o pera, mentre vini più longevi rimanderanno a sentori di frutta tropicale, soprattutto ananas e frutto della passione; al palato risulta equilibrato grazie alla componente acida.

È particolarmente indicato per l’affinamento in barrique e, se invecchiato, a seconda dei diversi metodi e tempi di affinamento può sviluppare aromi terziari variabili, dalla frutta secca, alla vaniglia, come anche note avvolgenti di burro e miele. Ideale per un antipasto, possiamo abbinare lo Chardonnay con primi piatti a base di pesce o verdure, portate di pesce o carni bianche.

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