STORIA

Il Pinot Nero, uno dei grandi vitigni francesi, rappresenta l’antenato comune di molti vitigni, tra cui l’iconico Chardonnay; tutte le varietà di Pinot che conosciamo sono mutazioni del Pinot Noir, che in alcune circostanze si è ibridato con altri vitigni. Il Pinot Nero, difatti, è una varietà geneticamente instabile, che può quindi mutare molto facilmente e generare così altre varietà, tra cui le più note sono sicuramente il Pinot Bianco, il Pinot Grigio e il Pinot Meunier, oramai considerate delle varietà indipendenti. 

Sulle origini del Pinot Noir non c’è alcuna certezza; infatti, non si hanno prova circa le modalità e il luogo di nascita, ma non vi sono dubbi sul fatto che la Borgogna costituisca la sua dimora per eccellenza, proprio come per lo Chardonnay.

Il nome Pinot deriva dall’associazione fatta tra il grappolo di quest’uva e la struttura della pigna, entrambi compatti e serrati. Si ritiene che il Pinot Nero sia coltivato da oltre 2.000 anni e molta probabilmente era da tempo presente nella regione della Borgogna prima delle invasioni dei Romani; allora era già ampiamente conosciuto, tanto da essere citato da Columella e Plinio il Vecchio nelle proprie opere.

DIFFUSIONE

In Italia, una delle zone più vocate per la coltivazione del Pinot Nero è indubbiamente l’Alto Adige, in particolare l’altopiano di Mazzon, territorio che gode di un’ottima esposizione, di terreni calcareo-argillosi e di brezze favorevoli proveniente dal Lago di Garda.  Il Pinot Nero è utilizzato con buoni risultati anche in Lombardia (Oltrepò pavese e Franciacorta), in Veneto, in Toscana e in Sicilia, regioni in cui trova la sua migliore realizzazione sulle pendici dell’Etna.

Ovviamente, la zona eletta del Pinot Nero è la Francia, in particolare nel dipartimento di Côte d’Or, in cui nascono i migliori esemplari di tale vino al mondo, e la Champagne, dove viene spumantizzato in bianco. Trova degna espressione anche in Germania, in Austria, in Svizzera e in Romania. Nel resto del mondo, il Pinot Nero è molto diffuso negli Stati Uniti, in particolare Oregon e California; non solo, lo si coltiva anche in Canada, in Sudafrica, in Australia e in Nuova Zelanda.

VINO

Il Pinot Nero, se vinificato in rosso, si presenta con un colore molto caratteristico, che varia da un rosso rubino tendenzialmente scarico, quando è giovane, fino al granato, in età più avanzata.  Il profumo del Pinot Nero è sontuoso e al contempo delicato: piccoli frutti rossi come fragoline di bosco, lamponi, ribes, ciliegie, more, che sfumano verso suggestioni floreali di rosa, gelsomino e violetta. Con l’affinamento, gli aromi del Pinot Nero diventano più complessi, offrendo all’olfatto toni balsamici e speziati di muschio, sottobosco, resina, incenso, come anche torrefazione e cuoio.

Il Pinot nero è caratterizzato da un sorso morbido, tannino setoso e acidità importante, la quale consente un buon potenziale d’invecchiamento. In abbinamento si può spaziare da formaggi semi-stagionati ai salumi (in particolare speck), primi piatti di montagna o a base di tartufo, carne di cervo, cinghiale o anatra, come anche piatti di pesce e zuppe di mare, se l’annata del vino è giovane.

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